SEPARARSI IN PACE SI PUÒ (E SI DEVE, PER IL BENE DEI FIGLI)

Separarsi in pace non solo è possibile, ma diventa un preciso dovere morale e giuridico quando ci sono dei figli di mezzo.
giornata internazionale della pace

Il 21 Set­tem­bre il mon­do cele­bra la Gior­na­ta Inter­na­zio­na­le del­la Pace. È un momen­to di rifles­sio­ne che soli­ta­men­te ci por­ta a pen­sa­re ai con­flit­ti glo­ba­li, ma che in real­tà toc­ca da vici­no una dimen­sio­ne mol­to più inti­ma e quo­ti­dia­na: quel­la del­le nostre rela­zio­ni e del­le nostre fami­glie.

Nel dirit­to di fami­glia, la paro­la “pace” non è un’utopia astrat­ta, ma un obiet­ti­vo con­cre­to. Quan­do un matri­mo­nio o una con­vi­ven­za giun­go­no al capo­li­nea, la sof­fe­ren­za è ine­vi­ta­bi­le, ma il con­flit­to distrut­ti­vo non lo è. Sepa­rar­si in pace non solo è pos­si­bi­le, ma diven­ta un pre­ci­so dove­re mora­le e giu­ri­di­co quan­do ci sono dei figli di mez­zo.

Il crollo della coppia non cancella la famiglia

Il prin­ci­pio car­di­ne da cui par­ti­re è sem­pli­ce: la fine del lega­me affet­ti­vo tra i part­ner non can­cel­la la respon­sa­bi­li­tà geni­to­ria­le. I coniu­gi smet­to­no di esse­re tali, ma resta­no geni­to­ri per sem­pre.

Trop­po spes­so le aule di tri­bu­na­le si tra­sfor­ma­no in cam­pi di bat­ta­glia dove i figli rischia­no di diven­ta­re, incon­sa­pe­vol­men­te, mer­ce di scam­bio o scu­di uma­ni. La vera sfi­da del dirit­to di fami­glia moder­no, e di noi pro­fes­sio­ni­sti che lo eser­ci­tia­mo, è gui­da­re le per­so­ne ver­so una solu­zio­ne con­sen­sua­le. Stru­men­ti come la nego­zia­zio­ne assi­sti­ta e la media­zio­ne fami­lia­re nasco­no pro­prio per que­sto: per disin­ne­sca­re la rab­bia e rimet­te­re al cen­tro i biso­gni auten­ti­ci dei mino­ri.

Il diritto alla serenità dei figli

I figli han­no il dirit­to sacro­san­to di con­ti­nua­re a rice­ve­re amo­re, pre­sen­za e sta­bi­li­tà da entram­bi i geni­to­ri, sen­za esse­re costret­ti a schie­rar­si o a vive­re in un cli­ma di peren­ne ten­sio­ne. Un distac­co sere­no e civi­le rispar­mia ai più pic­co­li trau­mi psi­co­lo­gi­ci pro­fon­di e garan­ti­sce loro una cre­sci­ta equi­li­bra­ta.

In que­sta Gior­na­ta del­la Pace, l’invito che rivol­gia­mo a chi sta affron­tan­do un momen­to di sepa­ra­zio­ne è quel­lo di guar­da­re oltre il ran­co­re pre­sen­te. Sce­glie­re la via del­la pace lega­le signi­fi­ca tra­sfor­ma­re la fine di un capi­to­lo nel­l’i­ni­zio di un nuo­vo equi­li­brio fami­lia­re. Per­ché la pace nel mon­do comin­cia, pri­ma di tut­to, dal benes­se­re dei nostri figli.

Avv. Fran­ce­sco Frez­za

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