L’anno scolastico è iniziato e con lui la corsa al corredo scolastico: libri, quaderni, zaini, astucci e tutto quello che serve per iniziare l’anno.
Ma quando mamma e papà sono separati, chi deve mettere mano al portafoglio?
È una domanda che mi sento fare spessissimo nel mio studio, e che genera non poche discussioni tra ex coniugi.
La risposta non è così semplice come potrebbe sembrare, perché non tutto il materiale scolastico viene trattato allo stesso modo dalla legge. Facciamo chiarezza una volta per tutte.
La regola d’oro: ordinario o straordinario?
Il primo concetto da capire è la differenza tra spese ordinarie e spese straordinarie. Le prime sono quelle prevedibili, che si ripetono regolarmente e che dovrebbero essere già considerate nell’assegno di mantenimento mensile. Le seconde sono quelle impreviste o di importo rilevante, che vanno divise tra i genitori.
Ma attenzione: non è sempre facile capire in quale categoria rientra una spesa!
Cosa rientra nell’assegno di mantenimento?
Partiamo dalle spese ordinarie, quelle che il genitore che riceve l’assegno dovrebbe già coprire:
- I libri di testo “normali”: quelli che servono per la didattica quotidiana
- Quaderni, penne, matite e cancelleria di base: tutto il materiale che si consuma durante l’anno
- La tuta da ginnastica: perché l’educazione fisica è materia obbligatoria
Queste spese, anche se concentrate a settembre, sono considerate “ordinarie” perché prevedibili e necessarie per la normale frequenza scolastica.
Quando invece si divide a metà (o quasi)?
Le spese straordinarie vanno ripartite tra i genitori, ma non necessariamente al 50%.
La divisione deve essere proporzionale ai redditi di mamma e papà. Rientrano in questa categoria:
- Le tasse di iscrizione: sia per scuole pubbliche che private
- Il corredo scolastico quando costa una fortuna: se la spesa è così alta da “sballare” il budget familiare
- Computer, tablet e strumenti specialistici: tutto quello che va oltre il materiale di base
- Libri universitari: che spesso costano quanto un piccolo tesoro
Il caso del “corredo da mille euro”
Facciamo un esempio pratico. Marco e Giulia sono separati, lui versa 400 euro al mese per il mantenimento del figlio adolescente. A settembre arriva il conto del corredo: 800 euro tra libri, zaino tecnico, calcolatrice scientifica e materiale per il laboratorio di chimica.
In questo caso, la spesa è chiaramente “straordinaria” perché rappresenta il doppio dell’assegno mensile. Giulia non può pretendere che Marco paghi tutto da solo, né può sostenere che rientra nei 400 euro mensili. La spesa va divisa in proporzione ai redditi di entrambi.
Non serve sempre il “permesso” dell’ex
Ecco una cosa importante che molti non sanno: per le spese scolastiche ricorrenti (anche se straordinarie), il genitore che vive con il bambino non deve chiedere il permesso all’altro prima di acquistare.
Se a settembre servono i libri per la prima superiore, la mamma può comprarli e poi chiedere al papà la sua quota. Non può aspettare che lui dia l’ok, perché la scuola non aspetta!
Diverso è il caso di spese “voluttuarie” o eccezionali: se volete iscrivere vostro figlio a un corso di cinese o comprare un violino da 2000 euro, lì sì che serve l’accordo preventivo.
I trucchi per evitare le guerre
Dal mio osservatorio di avvocato, ho visto troppe battaglie legali per una risma di quaderni. Ecco i miei consigli pratici:
1. Fate un budget a inizio anno: Sedetevi insieme (o almeno via WhatsApp) e stimate le spese scolastiche annuali. Dividetele subito in ordinarie e straordinarie.
2. Tenete le ricevute: Tutto, ma proprio tutto. Anche il righello da 2 euro. In caso di discussione, servono le prove.
3. Comunicate in anticipo: “A settembre serviranno circa 500 euro per i libri” è meglio di “Ho speso 500 euro, dammi la tua metà”.
4. Usate il buon senso: Se vostro figlio “deve assolutamente” avere lo zaino firmato da 200 euro, forse è il caso di rivedere le priorità.
Quando le cose si complicano
A volte, nonostante la buona volontà, non si trova l’accordo. In questi casi, si può ricorrere al giudice, ma vi assicuro che è una strada lunga e costosa per questioni che spesso si potrebbero risolvere con un po’ di dialogo.
Il tribunale valuterà caso per caso, considerando i redditi dei genitori, il tenore di vita della famiglia e l’effettiva necessità della spesa.
Il lato positivo della medaglia
Dietro ogni discussione sul corredo scolastico c’è una cosa bellissima: due genitori che, pur separati, vogliono il meglio per i loro figli. L’educazione è un investimento, e quando mamma e papà collaborano (anche da separati), i bambini crescono più sereni.
In sintesi: la formula magica
Ecco la regola pratica che suggerisco sempre ai miei clienti:
- Spesa piccola e prevedibile = rientra nell’assegno
- Spesa grossa o eccezionale = si divide in proporzione ai redditi
- Dubbio = meglio parlarne prima che litigare dopo
Ricordate: l’obiettivo non è vincere la battaglia del quadernone, ma crescere figli felici e istruiti. E questo, credetemi, non ha prezzo.
Avv. Francesco Frezza
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