UNA COPPIA GIOVANE DI FRONTE AD UNA SCELTA DIFFICILE

Nel mondo del diritto matrimoniale, non tutte le storie finiscono con lunghe battaglie legali e aule di tribunale affollate. Ecco un esempio perfetto di come, quando le persone si comportano con maturità e sono assistite da professionisti competenti, anche la fine di un matrimonio può essere gestita con dignità ed efficienza.

Le par­ti di cui alla sen­ten­za alle­ga­ta era­no spo­sa­ti da qual­che anno. Un matri­mo­nio gio­va­ne, sen­za figli, che però non è riu­sci­to a supe­ra­re le dif­fi­col­tà che la vita ave­va posto sul loro cam­mi­no. Dopo aver ten­ta­to di sal­va­re il rap­por­to, i due coniu­gi han­no pre­so la deci­sio­ne matu­ra di sepa­rar­si con­sen­sual­men­te nel novem­bre 2024. La moglie si rivol­ge­va allo Stu­dio Lega­le Frez­za per esse­re assi­sti­ta in que­sto deli­ca­to pas­sag­gio.

La sepa­ra­zio­ne con­sen­sua­le, come spie­ga l’ar­ti­co­lo 158 del Codi­ce Civi­le, rap­pre­sen­ta la stra­da più civi­le per gesti­re la cri­si matri­mo­nia­le quan­do entram­bi i coniu­gi sono d’ac­cor­do nel por­re fine alla con­vi­ven­za. Non si trat­ta di una scon­fit­ta, ma di una scel­ta respon­sa­bi­le che per­met­te di chiu­de­re un capi­to­lo del­la vita sen­za inu­ti­li sof­fe­ren­ze aggiun­ti­ve.

Sei mesi di riflessione: il tempo della consapevolezza

La leg­ge ita­lia­na, con gran­de sag­gez­za, pre­ve­de un perio­do di rifles­sio­ne obbli­ga­to­rio pri­ma che i coniu­gi pos­sa­no acce­de­re al divor­zio. Come sta­bi­li­to dal­l’ar­ti­co­lo 3 del­la leg­ge sul divor­zio, dopo una sepa­ra­zio­ne con­sen­sua­le devo­no tra­scor­re­re alme­no sei mesi pri­ma di poter richie­de­re lo scio­gli­men­to defi­ni­ti­vo del matri­mo­nio.

Que­sto non è un osta­co­lo buro­cra­ti­co, ma un’op­por­tu­ni­tà: sei mesi per riflet­te­re, per esse­re cer­ti del­la pro­pria deci­sio­ne, per veri­fi­ca­re se dav­ve­ro non esi­sta­no pos­si­bi­li­tà di ricon­ci­lia­zio­ne. Nel caso in esa­me, que­sti mesi han­no con­fer­ma­to la loro scel­ta: entram­bi eco­no­mi­ca­men­te auto­suf­fi­cien­ti, sen­za figli da tute­la­re, han­no matu­ra­to la con­sa­pe­vo­lez­za che il loro per­cor­so insie­me era defi­ni­ti­va­men­te con­clu­so.

La professionalità fa la differenza

Qui entra in gio­co l’im­por­tan­za di esse­re assi­sti­ti da pro­fes­sio­ni­sti com­pe­ten­ti. Lo Stu­dio Lega­le Frez­za, che ave­va già segui­to la signo­ra nel­la sepa­ra­zio­ne con­sen­sua­le, ha dimo­stra­to come la col­la­bo­ra­zio­ne tra avvo­ca­ti pos­sa fare la dif­fe­ren­za nei tem­pi e nel­l’ef­fi­ca­cia del pro­ce­di­men­to.

Quan­do i coniu­gi han­no deci­so di pro­ce­de­re con il divor­zio, gli avvo­ca­ti Fran­ce­sco e Fede­ri­ca Frez­za, che assi­ste­va­no la moglie, e l’av­vo­ca­to  che rap­pre­sen­ta­va il mari­to, han­no lavo­ra­to insie­me per pre­pa­ra­re un ricor­so con­giun­to che rispec­chias­se per­fet­ta­men­te le volon­tà dei loro clien­ti. Non si sono posti in con­trap­po­si­zio­ne, ma han­no col­la­bo­ra­to per rag­giun­ge­re l’o­biet­ti­vo comu­ne: per­met­te­re ai loro assi­sti­ti di chiu­de­re defi­ni­ti­va­men­te e sere­na­men­te que­sta fase del­la loro vita.

Un Procedimento snello ed efficiente

Il ricor­so per divor­zio con­giun­to è sta­to depo­si­ta­to il 13 giu­gno 2025. Le con­di­zio­ni era­no chia­re e sem­pli­ci: nes­sun man­te­ni­men­to reci­pro­co (entram­bi era­no eco­no­mi­ca­men­te auto­suf­fi­cien­ti), nes­su­na que­stio­ne patri­mo­nia­le da risol­ve­re, solo la richie­sta di pro­nun­cia­re lo scio­gli­men­to del matri­mo­nio alle stes­se con­di­zio­ni già con­cor­da­te in sede di sepa­ra­zio­ne.

La cop­pia ha anche scel­to di non com­pa­ri­re in udien­za, avva­len­do­si del­la pos­si­bi­li­tà offer­ta dal­l’ar­ti­co­lo 473-bis.51 del Codi­ce di Pro­ce­du­ra Civi­le di depo­si­ta­re note scrit­te anzi­ché pre­sen­tar­si fisi­ca­men­te davan­ti al giu­di­ce. Una scel­ta che dimo­stra come il siste­ma giu­ri­di­co ita­lia­no si sia evo­lu­to per veni­re incon­tro alle esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni, per­met­ten­do pro­ce­du­re più snel­le quan­do non esi­sto­no que­stio­ni con­tro­ver­se da discu­te­re.

Un mese dal deposito alla sentenza: record di efficienza

Il risul­ta­to è sta­to straor­di­na­rio: in appe­na un mese dal depo­si­to del ricor­so, il 15 luglio 2025, il Tri­bu­na­le di San­ta Maria Capua Vete­re ha pro­nun­cia­to la sen­ten­za di divor­zio. Un tem­po record che dimo­stra come, quan­do tut­ti gli atto­ri del pro­ces­so lavo­ra­no con pro­fes­sio­na­li­tà e col­la­bo­ra­zio­ne, il siste­ma giu­sti­zia pos­sa esse­re dav­ve­ro effi­cien­te.

Come evi­den­zia­to dal­la giu­ri­spru­den­za con­so­li­da­ta, il divor­zio con­giun­to rap­pre­sen­ta un “rispar­mio di ener­gie pro­ces­sua­li” che per­met­te alle par­ti di tro­va­re “in un’u­ni­ca sede pro­ces­sua­le un accor­do com­ples­si­vo sia sul­le con­di­zio­ni di sepa­ra­zio­ne che su quel­le di divor­zio”.

L’importanza della collaborazione tra Avvocati

Que­sto caso dimo­stra per­fet­ta­men­te come la col­la­bo­ra­zio­ne tra avvo­ca­ti di par­te diver­sa pos­sa fare la dif­fe­ren­za. Inve­ce di crea­re con­trap­po­si­zio­ni arti­fi­cio­se, i lega­li han­no lavo­ra­to insie­me per:

  • Rac­co­glie­re in modo coor­di­na­to le volon­tà dei rispet­ti­vi clien­ti
  • Pre­pa­ra­re un ricor­so tec­ni­ca­men­te per­fet­to
  • Depo­si­ta­re la docu­men­ta­zio­ne nei tem­pi otti­ma­li
  • Evi­ta­re qual­sia­si intop­po pro­ce­du­ra­le

Il risul­ta­to è sta­to la mas­si­ma sod­di­sfa­zio­ne dei clien­ti, che han­no potu­to chiu­de­re que­sta fase del­la loro vita nel modo più sere­no e rapi­do pos­si­bi­le.

Le condizioni del divorzio: semplicità ed equilibrio

Le con­di­zio­ni con­cor­da­te era­no di estre­ma sem­pli­ci­tà, ma pro­prio per que­sto effi­ca­ci:

  • Nes­sun obbli­go di man­te­ni­men­to reci­pro­co, essen­do entram­bi eco­no­mi­ca­men­te auto­suf­fi­cien­ti
  • Rinun­cia vali­da anche per il futu­ro, indi­pen­den­te­men­te da even­tua­li cam­bia­men­ti del­le con­di­zio­ni eco­no­mi­che
  • Reci­pro­co con­sen­so per il rila­scio dei pas­sa­por­ti
  • Defi­ni­zio­ne com­ple­ta di ogni rap­por­to patri­mo­nia­le

Come sot­to­li­nea­to dal­la giu­ri­spru­den­za, il tri­bu­na­le deve veri­fi­ca­re che le con­di­zio­ni con­cor­da­te sia­no “con­for­mi a nor­me inde­ro­ga­bi­li” e non pre­giu­di­chi­no inte­res­si supe­rio­ri. Nel caso in esa­me, l’as­sen­za di figli e l’au­to­suf­fi­cien­za eco­no­mi­ca di entram­bi han­no reso que­sta veri­fi­ca par­ti­co­lar­men­te age­vo­le.

Un sistema che funziona

Quan­to det­to dimo­stra che il siste­ma giu­ri­di­co ita­lia­no, quan­do tut­ti i sog­get­ti coin­vol­ti ope­ra­no con pro­fes­sio­na­li­tà, può esse­re dav­ve­ro effi­cien­te. La leg­ge sul divor­zio pre­ve­de pro­ce­du­re snel­le per i casi con­sen­sua­li, e i tri­bu­na­li sono in gra­do di gestir­li con rapi­di­tà quan­do non esi­sto­no que­stio­ni con­tro­ver­se.

Il Tri­bu­na­le di San­ta Maria Capua Vete­re, ha dimo­stra­to come sia pos­si­bi­le coniu­ga­re il rispet­to del­le garan­zie pro­ces­sua­li con l’ef­fi­cien­za ammi­ni­stra­ti­va, pro­nun­cian­do una sen­ten­za com­ple­ta e moti­va­ta in tem­pi record.

Conclusioni: Quando la fine è un nuovo inizio

Gra­zie alla pro­fes­sio­na­li­tà del­lo Stu­dio Frez­za e alla col­la­bo­ra­zio­ne di tut­ti i sog­get­ti coin­vol­ti, quel­lo che pote­va esse­re un per­cor­so lun­go e dolo­ro­so si è tra­sfor­ma­to in un esem­pio di effi­cien­za e civil­tà giu­ri­di­ca.

In un mon­do dove spes­so si par­la solo di con­flit­ti e con­ten­zio­si, que­sta vicen­da dimo­stra che esi­sto­no stra­de alter­na­ti­ve, più uma­ne e più effi­ca­ci. Quan­do le per­so­ne si com­por­ta­no con matu­ri­tà e sono assi­sti­te da pro­fes­sio­ni­sti com­pe­ten­ti, anche i momen­ti più dif­fi­ci­li del­la vita pos­so­no esse­re affron­ta­ti con digni­tà e sere­ni­tà.

La sen­ten­za del Tri­bu­na­le di San­ta Maria Capua Vete­re non rap­pre­sen­ta solo la fine di un matri­mo­nio, ma la dimo­stra­zio­ne che il dirit­to, quan­do appli­ca­to con sag­gez­za e pro­fes­sio­na­li­tà, può dav­ve­ro esse­re al ser­vi­zio del­le per­so­ne e del­la loro feli­ci­tà.

Avv. Fran­ce­sco Frez­za

Via Ambra, 4

81038 Tren­to­la Ducen­ta (Caser­ta)

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