Una recente sentenza del Tribunale di Roma chiarisce quando è possibile recuperare gli assegni già pagati per figli diventati autosufficienti
Il Caso che Ha Fatto Scuola
Il Tribunale di Roma, con sentenza n. 11885 del 20 agosto 2025, ha affrontato proprio questa situazione: un padre aveva chiesto la revoca dell’assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne diventato economicamente autosufficiente e, soprattutto, la restituzione delle somme già versate dal momento in cui il ragazzo aveva raggiunto l’indipendenza economica.
Il figlio, di 27 anni, aveva iniziato a lavorare nel settore cinematografico come assistente di produzione, dichiarando redditi crescenti: 5.436 euro nel 2020, 16.847 euro nel 2021 e 37.429 euro nel 2022. Nonostante fosse iscritto all’Accademia delle Belle Arti dal 2017, aveva smesso di sostenere esami dal 2020, dedicandosi completamente al lavoro.
Quando Cessa l’Obbligo di Mantenimento
La giurisprudenza è chiara: l’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni non può essere protratto oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura. Come stabilito dalla Cassazione con sentenza n. 4224/2021, il diritto si giustifica “nei limiti del perseguimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione, nel rispetto delle capacità, inclinazioni e aspirazioni” del figlio.
Nel caso romano, il Tribunale ha rilevato che il figlio doveva “ritenersi ormai definitivamente inserito nel mondo del lavoro ed economicamente autosufficiente”, considerando i redditi conseguiti e il “risalente inizio dell’attività lavorativa nel settore cinematografico”.
La Novità: Il Diritto alla Restituzione
Ecco il punto più interessante per chi si trova in questa situazione: è possibile ottenere la restituzione delle somme versate dopo che il figlio è diventato autosufficiente.
Il Tribunale di Roma ha stabilito un principio importante: quando la revoca dell’assegno avviene in corso di causa per sopravvenuta autosufficienza del figlio, il genitore ha diritto a ripetere le somme corrisposte dal momento della domanda di revoca.
Questo orientamento si basa sui principi stabiliti dalle Sezioni Unite della Cassazione con sentenza n. 32914/2022, che hanno chiarito quando opera la “condictio indebiti” (restituzione dell’indebito) nei rapporti familiari.
I Presupposti per Ottenere il Rimborso
Per ottenere la restituzione delle somme versate, devono ricorrere questi elementi:
- Autosufficienza economica effettiva del figlio: non basta una situazione temporanea, ma deve trattarsi di un inserimento stabile nel mondo del lavoro
- Domanda di revoca tempestiva: la restituzione decorre dalla data della domanda, non da quando il figlio è diventato effettivamente autosufficiente
- Procedimento in corso: la domanda deve essere formulata nell’ambito di un giudizio già pendente
Cosa Fare in Pratica
Se ti trovi in una situazione simile, ecco i passi da seguire:
1. Valuta l’effettiva autosufficienza del figlio
Non basta che il figlio abbia un lavoro occasionale. Come chiarito dalla Corte d’Appello di Bari, il figlio deve dimostrare di “essersi attivamente adoperato per rendersi autonomo economicamente, impegnandosi nella ricerca di occupazione in base alle opportunità reali offerte dal mercato del lavoro”.
2. Presenta domanda di revoca
È fondamentale agire tempestivamente. La revoca dell’assegno e la conseguente restituzione decorrono dalla data della domanda, non da quando il figlio è diventato effettivamente autosufficiente.
3. Documenta la situazione economica del figlio
Raccogli tutta la documentazione che provi i redditi del figlio e la sua stabile inserzione nel mondo del lavoro.
Attenzione ai Limiti
Non sempre è possibile ottenere la restituzione. La giurisprudenza ha stabilito che non opera la restituzione quando si tratta di “somme di denaro di entità modesta” che si presume siano state “ragionevolmente consumate dal soggetto richiedente, in condizioni di sua accertata debolezza economica”.
Un Consiglio Pratico
Se sospetti che tuo figlio maggiorenne sia diventato economicamente autosufficiente, non aspettare. La legge tutela chi agisce tempestivamente, ma non premia chi rimane inerte. Ogni mese che passa senza presentare domanda di revoca è un mese in più di assegno che difficilmente potrai recuperare.
La recente evoluzione giurisprudenziale rappresenta un importante riconoscimento dei diritti dei genitori che hanno adempiuto ai propri obblighi, offrendo loro la possibilità di recuperare quanto versato indebitamente quando i figli raggiungono l’indipendenza economica.
Avv. Francesco Frezza
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