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IL CASO DEL GRUPPO FACEBOOK “MIA MOGLIE”: LA SEPARAZIONE CON ADDEBITO COME STRUMENTO DI TUTELA

Il caso del grup­po Face­book “Mia moglie”, chiu­so dopo le pro­te­ste pub­bli­che, ha acce­so i riflet­to­ri su un feno­me­no sem­pre più dif­fu­so: la con­di­vi­sio­ne non auto­riz­za­ta di foto pri­va­te di don­ne sui social net­work. Come pos­so­no tute­lar­si le mogli vit­ti­me di que­sta gra­ve vio­la­zio­ne?

DAL CONFLITTO ALL’ACCORDO: QUANDO LA PROFESSIONALITA’ LEGALE FA LA DIFFERENZA

Que­sto risul­ta­to rap­pre­sen­ta il miglior epi­lo­go pos­si­bi­le per una vicen­da che avreb­be potu­to tra­sci­na­re la fami­glia in un con­flit­to lun­go e distrut­ti­vo. La pro­fes­sio­na­li­tà dimo­stra­ta da tut­ti gli avvo­ca­ti coin­vol­ti ha per­mes­so di tra­sfor­ma­re una sepa­ra­zio­ne poten­zial­men­te deva­stan­te in un nuo­vo ini­zio per tut­ti i mem­bri del­la fami­glia, con par­ti­co­la­re atten­zio­ne al benes­se­re del mino­re.

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