DOLCETTO O DISPETTO? 3 REGOLE (LEGALI) PER NON TRASFORMARE HALLOWEEN IN UN INCUBO PER I FIGLI

Spesso, nei decreti di separazione o divorzio, i "ponti" scolastici non sono normati al millimetro.

Con l’arrivo del­la fine di otto­bre, del­le scuo­le che chiu­do­no per il pon­te di Ognis­san­ti e del­l’at­mo­sfe­ra di Hal­lo­ween, per mol­ti bam­bi­ni scat­ta il con­to alla rove­scia per un wee­kend lun­go di diver­ti­men­to. Per i geni­to­ri sepa­ra­ti, inve­ce, rischia di scat­ta­re un altro tipo di con­to alla rove­scia: quel­lo del­la ten­sio­ne lega­ta alla gestio­ne dei tur­ni.

Spes­so, infat­ti, i prov­ve­di­men­ti di sepa­ra­zio­ne o divor­zio rego­la­men­ta­no nel det­ta­glio le vacan­ze nata­li­zie o esti­ve, ma lascia­no una zona d’om­bra sui “pon­ti” sco­la­sti­ci autun­na­li. Di chi sono i figli il lune­dì o il mar­te­dì non sco­la­sti­co? Come ci si orga­niz­za per le feste?

La rispo­sta del­la leg­ge si incro­cia sem­pre con quel­la del buon sen­so.

Ecco le 3 rego­le d’oro per affron­ta­re i pros­si­mi gior­ni con sere­ni­tà, tute­lan­do pri­ma di tut­to il benes­se­re dei mino­ri.

1. La regola del “ponte”: cosa dice la legge?

Se l’accordo di sepa­ra­zio­ne o la sen­ten­za del Tri­bu­na­le non spe­ci­fi­ca­no nul­la sui pon­ti lega­ti alle festi­vi­tà infra­set­ti­ma­na­li, si appli­ca il prin­ci­pio car­di­ne del­la bige­ni­to­ria­li­tà. Nel­la pras­si e secon­do l’o­rien­ta­men­to pre­va­len­te dei tri­bu­na­li, il gior­no di pon­te sco­la­sti­co segue il fine set­ti­ma­na del geni­to­re che ha il tur­no di visi­ta. Se il bam­bi­no è con te nel wee­kend, rimar­rà con te anche per i gior­ni di chiu­su­ra del­la scuo­la imme­dia­ta­men­te suc­ces­si­vi o pre­ce­den­ti, sal­vo ovvia­men­te diver­si accor­di.

Il con­si­glio pra­ti­co: Per evi­ta­re discus­sio­ni del­l’ul­ti­mo minu­to sul­la soglia di casa, man­da un mes­sag­gio di con­fer­ma degli ora­ri oggi stes­so. La chia­rez­za scrit­ta pre­vie­ne i con­flit­ti.

2. Dolcetto o… dispetto? Il diritto alla spensieratezza

Hal­lo­ween è ormai diven­ta­ta una ricor­ren­za sen­ti­tis­si­ma dai più pic­co­li. Eppu­re, a vol­te si assi­ste a veti incro­cia­ti: un geni­to­re che nega il cam­bio tur­no per per­met­te­re al figlio di anda­re a una festa in masche­ra, o discus­sio­ni ani­ma­te su chi deb­ba com­pra­re il costu­me. L’articolo 315-bis del Codi­ce Civi­le sta­bi­li­sce che il figlio ha il dirit­to di esse­re man­te­nu­to, istrui­to, edu­ca­to ma anche assi­sti­to moral­men­te, il che inclu­de il rispet­to dei suoi spa­zi di socia­li­tà, sva­go e gio­co. Impe­di­re un momen­to di feli­ci­tà al bam­bi­no per puro ran­co­re ver­so l’ex part­ner non è un dispet­to all’al­tro geni­to­re: è un dispet­to a tuo figlio.

3. Rispetta lo spazio (e il tempo) dell’altro

Se que­sto wee­kend lun­go i figli lo tra­scor­re­ran­no con l’al­tro geni­to­re – maga­ri per una gita o un viag­gio fuo­ri por­ta – la rego­la d’o­ro è il rispet­to. Evi­ta le tele­fo­na­te con­ti­nue a qual­sia­si ora, i mes­sag­gi di con­trol­lo o le pre­te­se di video­chia­ma­te chi­lo­me­tri­che che inter­rom­po­no i loro momen­ti insie­me. Garan­ti­re il dirit­to di visi­ta signi­fi­ca anche per­met­te­re a tuo figlio di viver­si quel tem­po spe­cia­le sen­za l’an­sia di dover ras­si­cu­ra­re il geni­to­re rima­sto a casa o, peg­gio, sen­za sen­tir­si in col­pa per esser­si diver­ti­to.

La gestio­ne dei calen­da­ri festi­vi può esse­re com­ples­sa e richie­de­re una buo­na dose di fles­si­bi­li­tà e matu­ri­tà. Quan­do le rego­le scrit­te non basta­no, ricor­dia­mo­ci che la “leg­ge” più impor­tan­te rima­ne sem­pre la sere­ni­tà dei nostri figli.

Se stai riscon­tran­do dif­fi­col­tà con­ti­nua­ti­ve nel­la gestio­ne dei tur­ni di visi­ta o se desi­de­ri rimo­du­la­re gli accor­di di sepa­ra­zio­ne per ren­der­li più chia­ri e meno sog­get­ti a inter­pre­ta­zio­ni, lo Stu­dio Lega­le Frez­za è a tua dispo­si­zio­ne per una con­su­len­za su misu­ra.

Avv. Fran­ce­sco Frez­za

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