SEPARAZIONE CONFLITTUALE: COME PROTEGGERE LA SALUTE PSICOLOGICA DEI FIGLI

Come tutelare il benessere psicologico dei minori durante una separazione conflittuale?
Giornata mondiale della salute mentale avv frezza francesco

La fine di un matri­mo­nio è un momen­to deli­ca­to. Quan­do, però, la sepa­ra­zio­ne si tra­sfor­ma in una guer­ra aper­ta, i pri­mi a risen­tir­ne pos­so­no esse­re i figli.

In occa­sio­ne del­la Gior­na­ta mon­dia­le del­la salu­te men­ta­le, che si cele­bra il 10 otto­bre, è uti­le richia­ma­re l’attenzione su una doman­da impor­tan­te: come tute­la­re il benes­se­re psi­co­lo­gi­co dei mino­ri duran­te una sepa­ra­zio­ne con­flit­tua­le?

La rispo­sta non riguar­da sol­tan­to il giu­di­ce o gli avvo­ca­ti. Dipen­de, pri­ma di tut­to, dal com­por­ta­men­to quo­ti­dia­no dei geni­to­ri, chia­ma­ti a non con­fon­de­re la fine del rap­por­to di cop­pia con la fine del­le pro­prie respon­sa­bi­li­tà geni­to­ria­li.

Il diritto dei figli a mantenere il rapporto con entrambi i genitori

L’art. 337-ter del codi­ce civi­le sta­bi­li­sce che il figlio mino­re ha dirit­to a man­te­ne­re un rap­por­to equi­li­bra­to e con­ti­nua­ti­vo con cia­scun geni­to­re e a rice­ve­re da entram­bi cura, edu­ca­zio­ne, istru­zio­ne e assi­sten­za mora­le. Il giu­di­ce deve adot­ta­re i prov­ve­di­men­ti rela­ti­vi ai figli aven­do come rife­ri­men­to esclu­si­vo il loro inte­res­se mora­le e mate­ria­le.

L’affidamento con­di­vi­so rap­pre­sen­ta il model­lo ordi­na­rio, ma non signi­fi­ca neces­sa­ria­men­te una divi­sio­ne mate­ma­ti­ca dei tem­pi o una pre­sen­za iden­ti­ca pres­so cia­scun geni­to­re. La bige­ni­to­ria­li­tà richie­de soprat­tut­to che entram­bi par­te­ci­pi­no in modo effet­ti­vo e respon­sa­bi­le alla vita dei figli, nel rispet­to del­le loro esi­gen­ze con­cre­te.

La sola con­flit­tua­li­tà, inol­tre, non com­por­ta auto­ma­ti­ca­men­te l’affidamento esclu­si­vo. Diven­ta rile­van­te quan­do assu­me for­me così inten­se da com­pro­met­te­re l’equilibrio e lo svi­lup­po psi­co­fi­si­co dei mino­ri. In que­sti casi il giu­di­ce può adot­ta­re prov­ve­di­men­ti diver­si, anche limi­tan­do l’esercizio del­la respon­sa­bi­li­tà geni­to­ria­le, sem­pre con deci­sio­ne moti­va­ta e nell’interesse dei figli, come pre­ve­de l’art. 337-qua­ter c.c. art. 337-ter c.c. art. 337-qua­ter c.c.

Come può manifestarsi il disagio

Ogni bam­bi­no rea­gi­sce in modo diver­so. In una situa­zio­ne di for­te ten­sio­ne pos­so­no com­pa­ri­re, ad esem­pio, distur­bi del son­no, irri­ta­bi­li­tà, regres­sio­ni com­por­ta­men­ta­li, dif­fi­col­tà sco­la­sti­che, ansia o iso­la­men­to.

Que­sti segna­li non devo­no esse­re inter­pre­ta­ti auto­ma­ti­ca­men­te come pro­va di una respon­sa­bi­li­tà dell’uno o dell’altro geni­to­re. Richie­do­no ascol­to, atten­zio­ne e, quan­do oppor­tu­no, il sup­por­to di pro­fes­sio­ni­sti qua­li­fi­ca­ti.

Anche nei pro­ce­di­men­ti giu­di­zia­ri il pun­to cen­tra­le non è appli­ca­re eti­chet­te, ma accer­ta­re i com­por­ta­men­ti con­cre­ti e il loro even­tua­le pre­giu­di­zio per il mino­re. La Cas­sa­zio­ne ha chia­ri­to che il giu­di­ce deve veri­fi­ca­re, con i nor­ma­li stru­men­ti di pro­va, even­tua­li con­dot­te di osta­co­lo ai rap­por­ti con l’altro geni­to­re, sen­za fon­da­re la deci­sio­ne sul­la sola dia­gno­si o sul richia­mo astrat­to alla cosid­det­ta “alie­na­zio­ne paren­ta­le”.

Il giu­di­ce può dispor­re accer­ta­men­ti, acqui­si­re infor­ma­zio­ni dai ser­vi­zi com­pe­ten­ti e avva­ler­si, quan­do neces­sa­rio, di una con­su­len­za tec­ni­ca. Anche que­sti stru­men­ti devo­no esse­re uti­liz­za­ti con cau­te­la, evi­tan­do di espor­re il mino­re a inter­ro­ga­to­ri ripe­tu­ti o a un coin­vol­gi­men­to ecces­si­vo nel con­flit­to fami­lia­re.

Tre regole per proteggere i figli

1. Non tra­sfor­ma­re i figli in mes­sag­ge­ri o allea­ti

Le comu­ni­ca­zio­ni tra adul­ti devo­no rima­ne­re tra adul­ti. I figli non devo­no esse­re costret­ti a rife­ri­re mes­sag­gi, pren­de­re posi­zio­ne, nascon­de­re infor­ma­zio­ni o sce­glie­re tra mam­ma e papà. Par­la­re male dell’altro geni­to­re davan­ti a loro può aumen­ta­re il sen­so di col­pa e di insi­cu­rez­za.

2. Pre­ser­va­re, per quan­to pos­si­bi­le, la con­ti­nui­tà del­la loro vita.

Scuo­la, ami­ci­zie, sport, rap­por­ti con i non­ni e abi­tu­di­ni quo­ti­dia­ne rap­pre­sen­ta­no pun­ti di rife­ri­men­to impor­tan­ti. La sepa­ra­zio­ne richie­de ine­vi­ta­bil­men­te cam­bia­men­ti, ma una rou­ti­ne pre­ve­di­bi­le può aiu­ta­re i figli ad affron­tar­li con mag­gio­re sere­ni­tà.

3. Cer­ca­re solu­zio­ni con­di­vi­se, quan­do esi­sto­no con­di­zio­ni con­cre­te per far­lo.

Media­zio­ne fami­lia­re, coor­di­na­zio­ne geni­to­ria­le e nego­zia­zio­ne assi­sti­ta pos­so­no favo­ri­re accor­di più adat­ti alle esi­gen­ze del­la fami­glia e ridur­re il ricor­so al con­flit­to giu­di­zia­rio. La nego­zia­zio­ne assi­sti­ta, in par­ti­co­la­re, con­sen­te ai geni­to­ri di rag­giun­ge­re un accor­do sul­la sepa­ra­zio­ne e sul­le con­di­zio­ni riguar­dan­ti i figli, che deve esse­re sot­to­po­sto ai con­trol­li pre­vi­sti dal­la leg­ge quan­do sono pre­sen­ti figli mino­ri. art. 6 d.l. n. 132/​2014

Natu­ral­men­te, quan­do vi sono vio­len­za, abu­si, gra­vi con­dot­te pre­giu­di­zie­vo­li o un rischio con­cre­to per il mino­re, la prio­ri­tà non è rag­giun­ge­re un accor­do a ogni costo, ma assi­cu­ra­re pro­te­zio­ne e tute­la attra­ver­so gli stru­men­ti più ade­gua­ti.

Mettere davvero i figli al centro

Pro­teg­ge­re la salu­te psi­co­lo­gi­ca dei figli duran­te una sepa­ra­zio­ne signi­fi­ca rico­no­sce­re che il con­flit­to degli adul­ti non può diven­ta­re il loro con­flit­to. Signi­fi­ca lasciar­li libe­ri di voler bene a entram­bi i geni­to­ri, sen­za pres­sio­ni e sen­za richie­ste di fedel­tà.

La leg­ge offre stru­men­ti per rego­la­re l’affidamento e orga­niz­za­re la vita fami­lia­re dopo la sepa­ra­zio­ne. La sere­ni­tà dei figli, però, dipen­de anche dal modo in cui i geni­to­ri scel­go­no di uti­liz­za­re que­gli stru­men­ti.

Se sta­te affron­tan­do una sepa­ra­zio­ne con­flit­tua­le e desi­de­ra­te tute­la­re al meglio i vostri figli, lo Stu­dio Lega­le Frez­za è a dispo­si­zio­ne per valu­ta­re la situa­zio­ne con­cre­ta e indi­vi­dua­re il per­cor­so più adat­to alla tute­la dei mino­ri.

Avv. Fran­ce­sco Frez­za

Via Ambra, 4

81038 Tren­to­la Ducen­ta (Caser­ta)

 3298732313      0810103718      0810107165  

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