GENITORI SEPARATI E IL DIRITTO DEI NONNI A VEDERE I NIPOTI

Il legame tra nonni e nipoti non è solo una questione di grande affetto, ma un vero e proprio diritto sancito dall'Art. 317-bis del Codice Civile.
GENITORI SEPARATI E IL DIRITTO DEI NONNI A VEDERE I NIPOTI

Quan­do una cop­pia deci­de di sepa­rar­si, l’at­ten­zio­ne si con­cen­tra ine­vi­ta­bil­men­te sul­la gestio­ne dei figli e sui nuo­vi equi­li­bri tra mam­ma e papà. Esi­ste tut­ta­via un lega­me affet­ti­vo altret­tan­to cru­cia­le che rischia di pas­sa­re in secon­do pia­no o, peg­gio, di esse­re sacri­fi­ca­to sul­l’on­da dei risen­ti­men­ti per­so­na­li: quel­lo tra non­ni e nipo­ti.

Capi­ta spes­so che uno dei geni­to­ri, a cau­sa del­la for­te con­flit­tua­li­tà con l’ex part­ner o con la fami­glia di que­st’ul­ti­mo, osta­co­li la fre­quen­ta­zio­ne dei figli con gli ascen­den­ti. Ma la leg­ge ita­lia­na par­la chia­ro: le ten­sio­ni tra adul­ti non pos­so­no can­cel­la­re le radi­ci affet­ti­ve dei più pic­co­li.

Il principio legale: l’Articolo 317-bis c.c.

Il lega­me inter­ge­ne­ra­zio­na­le non è solo una que­stio­ne di affet­to, ma rap­pre­sen­ta un vero e pro­prio capo­sal­do giu­ri­di­co tute­la­to dal nostro ordi­na­men­to. L’arti­co­lo 317-bis del Codi­ce Civi­le sta­bi­li­sce espres­sa­men­te che gli ascen­den­ti han­no il dirit­to di man­te­ne­re rap­por­ti signi­fi­ca­ti­vi con i nipo­ti mino­ren­ni.

Il legi­sla­to­re rico­no­sce che la pre­sen­za dei non­ni sia fon­da­men­ta­le per garan­ti­re una cre­sci­ta sana, sere­na ed equi­li­bra­ta del mino­re. Pro­prio per que­sto, la recen­te giu­ri­spru­den­za del­la Cor­te di Cas­sa­zio­ne  ha riba­di­to che i non­ni han­no il dirit­to di fre­quen­ta­re i nipo­ti in modo auto­no­mo, ovve­ro da soli, sen­za la costan­te pre­sen­za dei geni­to­ri, pur­ché ciò non pre­giu­di­chi il benes­se­re dei bam­bi­ni.

Attenzione: non è un diritto “assoluto”

Nono­stan­te la for­te tute­la, la leg­ge pone un limi­te inva­li­ca­bi­le: il pre­mi­nen­te inte­res­se del mino­re.

Que­sto signi­fi­ca che il dirit­to dei non­ni esi­ste e vie­ne tute­la­to solo se “fa bene” al nipo­te. La Supre­ma Cor­te  ha chia­ri­to in modo net­to che non basta­no auto­ma­ti­smi: il giu­di­ce non può impor­re visi­te for­za­te basan­do­si solo sul fat­to che “i non­ni non fan­no nul­la di male”. Al con­tra­rio, occor­re veri­fi­ca­re l’e­si­sten­za di un bene­fi­cio con­cre­to e posi­ti­vo per lo svi­lup­po psi­co­fi­si­co del bam­bi­no. Di con­se­guen­za, se il rap­por­to si rive­la tos­si­co, ecces­si­va­men­te con­flit­tua­le o fon­te di for­te disa­gio per il mino­re, il tri­bu­na­le ha il dove­re di limi­tar­lo o negar­lo del tut­to .

Cosa fare se un genitore si oppone?

Fra­si come “mi sta anti­pa­ti­ca mia suo­ce­ra” o vec­chi ran­co­ri fami­lia­ri non costi­tui­sco­no in alcun modo un moti­vo lega­le vali­do per inter­rom­pe­re i con­tat­ti.

Se un geni­to­re impe­di­sce la fre­quen­ta­zio­ne sen­za una rea­le e gra­ve giu­sti­fi­ca­zio­ne, i non­ni non sono iner­mi. Pos­so­no infat­ti pre­sen­ta­re un ricor­so al Tri­bu­na­le per i Mino­ren­ni del luo­go in cui risie­de il bam­bi­no. Sarà poi il giu­di­ce, even­tual­men­te sup­por­ta­to da esper­ti, a valu­ta­re la situa­zio­ne e a rego­la­men­ta­re i tem­pi e le moda­li­tà di visi­ta nel­l’e­sclu­si­vo inte­res­se del mino­re.

Il consiglio dello Studio Legale

Anche se lo stru­men­to giu­di­zia­rio è una tute­la pre­zio­sa per impe­di­re che il tem­po pre­zio­so con i nipo­ti vada per­so, la via del tri­bu­na­le dovreb­be resta­re sem­pre l’ul­ti­ma spiag­gia.

Nel­le dina­mi­che del dirit­to di fami­glia, il dia­lo­go resta la stra­da più bre­ve ed effi­ca­ce per pro­teg­ge­re la sere­ni­tà dei più pic­co­li. I bam­bi­ni han­no il dirit­to di vive­re la pro­pria infan­zia libe­ri dal­le osti­li­tà degli adul­ti e non dovreb­be­ro mai esse­re uti­liz­za­ti come stru­men­ti di ricat­to o ven­det­ta emo­ti­va.

Se vi tro­va­te in una situa­zio­ne di chiu­su­ra o ave­te dif­fi­col­tà a far vale­re il vostro ruo­lo di non­ni, muo­ver­si per tem­po con il sup­por­to di un pro­fes­sio­ni­sta può aiu­ta­re a ria­pri­re i cana­li di comu­ni­ca­zio­ne pri­ma che il lega­me si dete­rio­ri del tut­to.

Avv. Fran­ce­sco Frez­za

Via Ambra, 4

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