Nella ricorrenza della Festa della Mamma, il diritto di famiglia offre l’occasione per una riflessione che supera la celebrazione affettiva per esaminare il valore civile e la funzione giuridica della maternità. Se nell’immaginario comune la madre rappresenta il porto sicuro dell’infanzia, dal punto di vista normativo essa costituisce il primo e fondamentale presidio di tutela dei diritti del minore.

La responsabilità genitoriale come funzione di garanzia
L’evoluzione del diritto di famiglia, culminata con la riforma del 2013, ha definitivamente superato il concetto di “potestà” a favore della “responsabilità genitoriale”. Questo mutamento non è meramente terminologico: ha spostato il baricentro dal potere del genitore sul figlio al dovere di cura e protezione verso quest’ultimo.
In questo quadro, la figura materna agisce come un vero e proprio garante. L’articolo 147 del Codice Civile impone infatti il dovere di “mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli”. È proprio nel concetto di assistenza morale che si fonda quella difesa quotidiana che precede ogni intervento giudiziale: la tutela del diritto alla crescita equilibrata, all’ascolto e alla stabilità affettiva.
La rappresentanza legale: la difesa degli interessi del minore
Sotto il profilo strettamente tecnico, la madre esercita la rappresentanza legale ex art. 320 c.c. Questo istituto affida al genitore il compito di compiere tutti gli atti civili necessari a proteggere gli interessi del figlio, siano essi di natura patrimoniale o relativi ai diritti della personalità.
Prima che un professionista intervenga in sede giudiziale, è la madre a farsi voce e scudo per il minore in ambiti cruciali:
- Diritto alla salute: nel prestare il consenso informato per le cure mediche.
- Diritto all’istruzione: nella scelta del percorso formativo più idoneo alle inclinazioni del figlio.
- Diritto all’identità e alla privacy: nella gestione della reputazione digitale del minore.
Il preminente interesse del fanciullo
Tutta la giurisprudenza moderna, influenzata dalla Convenzione di New York, ruota attorno al principio del Best Interests of the Child. La madre, nel suo ruolo quotidiano, è la prima interprete di questo canone. Ogni sua decisione costituisce una forma di tutela preventiva volta a garantire che l’interesse del figlio resti sempre preminente rispetto alle dinamiche esterne.
Celebrare la figura materna da un punto di vista giuridico significa riconoscere l’importanza di una funzione che lo Stato delega alla famiglia: la formazione dei cittadini di domani attraverso la protezione dei loro diritti fondamentali.
Se l’avvocatura interviene nei momenti di crisi, la maternità agisce in regime di tutela costante. È, a tutti gli effetti, una “difesa d’ufficio” che non conosce scadenze, dove il codice di riferimento non è solo quello scritto, ma quello dell’impegno instancabile verso il futuro dei figli.
Avv. Francesco Frezza
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