IL TRADIMENTO CONIUGALE: QUANDO L’ INFEDELTA’ DIVENTA RISARCIBILE

La sentenza del Tribunale di Treviso rappresenta un importante tassello nell'evoluzione del diritto di famiglia verso una maggiore tutela dei diritti fondamentali della persona, anche all'interno del rapporto coniugale.

Un Caso che Fa Scuola: La Sentenza del Tribunale di Treviso

Oggi vi rac­con­to una sto­ria che potreb­be sem­bra­re usci­ta da un roman­zo, ma che inve­ce rap­pre­sen­ta un impor­tan­te pre­ce­den­te giu­ri­spru­den­zia­le che dove­te asso­lu­ta­men­te cono­sce­re. È la vicen­da di una cop­pia di bal­le­ri­ni che, uni­ti dal­la pas­sio­ne per la dan­za, ave­va­no costrui­to insie­me non solo un matri­mo­nio ma anche un’at­ti­vi­tà impren­di­to­ria­le di suc­ces­so. Una sto­ria d’a­mo­re che si tra­sfor­ma in un caso di stu­dio sul­la respon­sa­bi­li­tà civi­le endo­fa­mi­lia­re.

I Fatti: Quando la Passione si Trasforma in Tradimento

Nel 2007, Z.R. e A.T. si spo­sa­no dopo anni di fre­quen­ta­zio­ne. Entram­bi appas­sio­na­ti di dan­za, fon­da­no insie­me la socie­tà spor­ti­va “F.E. snc”, che riscuo­te imme­dia­ta­men­te un gran­de suc­ces­so. Tut­to sem­bra per­fet­to: un matri­mo­nio soli­do, un’at­ti­vi­tà fio­ren­te, per­si­no il pro­get­to di ave­re un figlio che Z.R. sta­va per­se­guen­do dal­l’au­tun­no 2010. Ma nel perio­do tra set­tem­bre e novem­bre 2011 acca­de l’im­pen­sa­bi­le. Z.R., con­trol­lan­do il cel­lu­la­re del mari­to, sco­pre che que­sti intrat­tie­ne una rela­zio­ne extra­co­niu­ga­le con C.C., un’al­lie­va del­la loro scuo­la di bal­lo. La sco­per­ta è deva­stan­te, ma Z.R., nel ten­ta­ti­vo di sal­va­re il matri­mo­nio, deci­de di per­do­na­re dopo le ras­si­cu­ra­zio­ni del mari­to. Tut­ta­via, A.T. non man­tie­ne le pro­mes­se e con­ti­nua la rela­zio­ne anche nei pri­mi mesi del 2012. Que­sto por­ta Z.R. ad abban­do­na­re la casa coniu­ga­le nel­l’ot­to­bre 2012 e ad avvia­re il pro­ce­di­men­to di sepa­ra­zio­ne.

Il Primo Round: La Separazione con Addebito

Il Tri­bu­na­le di Tre­vi­so pro­nun­cia la sepa­ra­zio­ne con adde­bi­to a cari­co di A.T., rico­no­scen­do la sua col­pa. Tut­ta­via, dichia­ra inam­mis­si­bi­le la doman­da risar­ci­to­ria pre­sen­ta­ta in quel­la sede da Z.R. Qui emer­ge un pun­to fon­da­men­ta­le che dove­te ricor­da­re: l’ad­de­bi­to del­la sepa­ra­zio­ne e il risar­ci­men­to del dan­no sono due isti­tu­ti distin­ti e auto­no­mi. Il pri­mo appar­tie­ne al dirit­to di fami­glia, il secon­do alla respon­sa­bi­li­tà civi­le extra­con­trat­tua­le.

Il Secondo Round: L’Azione Risarcitoria Autonoma

Dive­nu­ta irre­vo­ca­bi­le la sen­ten­za di sepa­ra­zio­ne, Z.R. non si arren­de e pro­muo­ve un’a­zio­ne auto­no­ma per otte­ne­re il risar­ci­men­to del dan­no non patri­mo­nia­le subi­to. È qui che ini­zia la par­te più inte­res­san­te dal pun­to di vista giu­ri­di­co.

I Presupposti per il Risarcimento

Come ci inse­gna la con­so­li­da­ta giu­ri­spru­den­za di legit­ti­mi­tà, cita­ta anche nel­la Cas­sa­zio­ne civi­le Sez. I sen­ten­za n. 6518 del 2020, la vio­la­zio­ne dei dove­ri nascen­ti dal rap­por­to fami­lia­re può dar luo­go al risar­ci­men­to dei dan­ni non patri­mo­nia­li ai sen­si del­l’art. 2059 c.c., ma solo quan­do deter­mi­na la lesio­ne di dirit­ti costi­tu­zio­nal­men­te pro­tet­ti. Non basta, quin­di, la mera vio­la­zio­ne del dove­re di fedel­tà.

Occor­re qual­co­sa di più: un “quid plu­ris” che supe­ri la soglia del­la nor­ma­le tol­le­ra­bi­li­tà e che leda dirit­ti fon­da­men­ta­li come:

  • Il dirit­to alla salu­te
  • Il dirit­to all’o­no­re
  • Il dirit­to alla digni­tà per­so­na­le
  • Il dirit­to alla riser­va­tez­za

Le Modalità Aggravanti del Caso

Nel caso di spe­cie, il Tri­bu­na­le di Tre­vi­so ha indi­vi­dua­to diver­si ele­men­ti che han­no reso il tra­di­men­to par­ti­co­lar­men­te lesi­vo:

- L’am­bien­te lavo­ra­ti­vo: La rela­zio­ne è matu­ra­ta pro­prio nel­la scuo­la di dan­za gesti­ta dal­la cop­pia, con un’al­lie­va.

- La pub­bli­ci­tà del com­por­ta­men­to: A.T. mostra­va atten­zio­ni par­ti­co­la­ri ver­so C.C. davan­ti agli altri allie­vi.

- Il “voci­fe­ra­re nei cor­ri­doi”: Le voci sul­la rela­zio­ne cir­co­la­va­no nel­l’am­bien­te del­la scuo­la.

- L’e­pi­so­dio all’e­ste­ro: Duran­te una com­pe­ti­zio­ne, A.T. e C.C. furo­no sor­pre­si in atteg­gia­men­ti inti­mi da altri allie­vi.

- Le con­se­guen­ze pro­fes­sio­na­li: La scuo­la inter­rup­pe i rap­por­ti con l’as­so­cia­zio­ne F.E.

- Le Con­se­guen­ze sul­la Vit­ti­ma.

Il Tribunale ha accertato che Z.R. ha subito:

- Depres­sio­ne e tri­stez­za;

- Umi­lia­zio­ne e mor­ti­fi­ca­zio­ne;

- Vio­la­zio­ne del­la pri­va­cy e del dirit­to alla riser­va­tez­za;

- Dan­no alla sti­ma pro­fes­sio­na­le;

- Pre­giu­di­zio mora­le.

Come testi­mo­nia­to da diver­si testi, Z.R. era “mol­to a disa­gio per le voci che gira­va­no” e que­sto ave­va deter­mi­na­to “anche la rot­tu­ra a livel­lo lavo­ra­ti­vo, con con­se­guen­te ten­sio­ne per­ce­pi­ta da tut­ti gli allie­vi”.

La Liquidazione del Danno: Un Problema Aperto

Uno degli aspet­ti più deli­ca­ti riguar­da la quan­ti­fi­ca­zio­ne del dan­no. Il Tri­bu­na­le di Tre­vi­so ha giu­sta­men­te esclu­so l’ap­pli­ca­zio­ne del­le “Tabel­le di Mila­no” sia per il dan­no da per­di­ta del vin­co­lo paren­ta­le sia per il dan­no da dif­fa­ma­zio­ne, trat­tan­do­si di fat­ti­spe­cie com­ple­ta­men­te diver­se. Il cri­te­rio adot­ta­to è sta­to quel­lo equi­ta­ti­vo ex art. 1226 c.c., tenen­do con­to che:

- Il discre­di­to è sta­to limi­ta­to al set­to­re lavo­ra­ti­vo

- Z.R. è riu­sci­ta a rior­ga­niz­za­re la pro­pria vita sen­ti­men­ta­le e pro­fes­sio­na­le

- La sof­fe­ren­za è dura­ta cir­ca due mesi.

Il dan­no è sta­to quan­ti­fi­ca­to in € 10.000,00, riva­lu­ta­ti e mag­gio­ra­ti di inte­res­si.

Que­sto caso ci inse­gna diver­se cose fon­da­men­ta­li:

  • 1. L’E­vo­lu­zio­ne del­la Giu­ri­spru­den­za

Come evi­den­zia­to nel­l’ar­ti­co­lo di com­men­to, si è pas­sa­ti da una con­ce­zio­ne tra­di­zio­na­le che esclu­de­va la respon­sa­bi­li­tà aqui­lia­na per vio­la­zio­ne dei dove­ri coniu­ga­li a un orien­ta­men­to che ammet­te il risar­ci­men­to quan­do ven­go­no lesi dirit­ti costi­tu­zio­nal­men­te pro­tet­ti.

  • 2. I Fil­tri alla Risar­ci­bi­li­tà

La giu­ri­spru­den­za ha intro­dot­to diver­si “fil­tri”:

Pro­ces­sua­le: Non si pos­so­no cumu­la­re nel­lo stes­so pro­ces­so sepa­ra­zio­ne e risar­ci­men­to

Sostan­zia­le: Occor­re la lesio­ne di dirit­ti costi­tu­zio­nal­men­te pro­tet­ti che supe­ri la soglia di tol­le­ra­bi­li­tà

  • 3. L’O­ne­re Pro­ba­to­rio

Come chia­ri­to dal­la giu­ri­spru­den­za con­so­li­da­ta, chi agi­sce per il risar­ci­men­to deve pro­va­re tut­ti gli ele­men­ti del­l’il­le­ci­to ex art. 2043 c.c.:

  • La con­dot­ta ille­ci­ta
  • Il dan­no
  • Il nes­so cau­sa­le
  • L’e­le­men­to sog­get­ti­vo (dolo o col­pa)

Quan­do vi tro­ve­re­te di fron­te a casi simi­li, ricor­da­te­vi di:

-Valu­ta­re atten­ta­men­te le moda­li­tà del tra­di­men­to: Non tut­ti i tra­di­men­ti sono risar­cibili.

-Rac­co­glie­re pro­ve con­cre­te del dan­no: Testi­mo­nian­ze, docu­men­ta­zio­ne medi­ca, pro­ve del­le con­se­guen­ze socia­li e pro­fes­sio­na­li.

-Distin­gue­re tra adde­bi­to e risar­ci­men­to: Sono due azio­ni diver­se con pre­sup­po­sti diver­si.

-Con­si­de­ra­re i tem­pi pro­ces­sua­li: L’a­zio­ne risar­ci­to­ria può esse­re pro­po­sta anche dopo la sepa­ra­zio­ne.

-Pre­pa­ra­re una stra­te­gia liqui­da­to­ria: Il cri­te­rio equi­ta­ti­vo richie­de una valu­ta­zio­ne atten­ta di tut­ti gli ele­men­ti del caso.

Conclusioni

La sen­ten­za del Tri­bu­na­le di Tre­vi­so rap­pre­sen­ta un impor­tan­te tas­sel­lo nel­l’e­vo­lu­zio­ne del dirit­to di fami­glia ver­so una mag­gio­re tute­la dei dirit­ti fon­da­men­ta­li del­la per­so­na, anche all’in­ter­no del rap­por­to coniu­ga­le.

Il mes­sag­gio è chia­ro: il matri­mo­nio non è una “zona fran­ca” dove i dirit­ti fon­da­men­ta­li del­la per­so­na pos­so­no esse­re vio­la­ti impu­ne­men­te. Tut­ta­via, non ogni vio­la­zio­ne dei dove­ri coniu­ga­li è auto­ma­ti­ca­men­te risar­ci­bi­le. Ser­ve sem­pre quel “quid plu­ris” che tra­sfor­ma la mera infe­del­tà in una lesio­ne di dirit­ti costi­tu­zio­nal­men­te pro­tet­ti. Que­sto equi­li­brio tra tute­la dei dirit­ti e ragio­ne­vo­lez­za del­le pre­te­se.

Avv. Fran­ce­sco Frez­za

Via Ambra, 4

81038 Tren­to­la Ducen­ta (Caser­ta)

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