L’estate è il momento dei viaggi, del relax e, per moltissime famiglie, del prezioso aiuto dei nonni. Spesso sono proprio loro a proporsi di portare i nipoti al mare o in montagna per qualche giorno. Ma dal punto di vista legale, i nonni hanno il diritto di portare i nipoti in vacanza? Cosa succede se uno dei genitori si oppone, magari in una situazione di separazione conflittuale?
Facciamo chiarezza con parole semplici, guardando cosa dice la legge italiana e come si è evoluta grazie alla giurisprudenza più recente.
Cosa dice la legge: l’articolo 317-bis del Codice Civile
Nel nostro ordinamento esiste una norma specifica che tutela questo legame: l’articolo 317-bis del Codice Civile. Questa disposizione stabilisce chiaramente che “gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni”.
Attenzione: il termine “ascendenti” non riguarda solo i nonni biologici. La Cassazione ha chiarito che questo diritto spetta anche a chi affianca il nonno nella vita quotidiana — il coniuge o il convivente di fatto — purché abbia instaurato con il minore una relazione affettiva stabile dalla quale il bambino possa trarre un beneficio concreto sul piano della crescita e dell’equilibrio personale.
Questo significa che il legame tra nonni e nipoti non è un semplice “favore” concesso dai genitori, ma un vero e proprio valore protetto dalla legge, fondamentale per la crescita serena del bambino. Non si tratta di un mero “diritto di visita”, ma di un coinvolgimento diretto degli avi nel progetto educativo e formativo del minore, come ha ribadito la Corte di Cassazione.
Vacanze con i nonni: serve il consenso?
Andare in vacanza rientra pienamente nel concetto di “rapporto significativo” e di tempo libero condiviso. Di norma:
- Se i genitori sono d’accordo: non vi è alcun ostacolo. I nonni possono viaggiare liberamente con i nipoti, avendo cura di portare con sé i documenti d’identità dei minori e una delega scritta firmata dai genitori, utile soprattutto per i viaggi all’estero.
- Se i genitori sono separati: il genitore che ha i figli con sé durante il proprio periodo di vacanza può legittimamente decidere di affidarli ai nonni per qualche giorno. Non serve il permesso continuo dell’altro ex coniuge per le piccole tappe della quotidianità estiva. Il diritto dei nonni, infatti, è autonomo rispetto a quello del genitore: come ha chiarito la Corte d’Appello di Firenze con una sentenza del 2026, la liberalizzazione degli incontri tra un genitore e i figli non incide sulla posizione giuridica degli ascendenti, che mantengono il diritto a rapporti diretti con i nipoti indipendentemente dalle modalità di esercizio della responsabilità genitoriale.
Il limite fondamentale: l’interesse del minore
La legge riconosce e protegge il ruolo dei nonni, ma mette sempre al primo posto il benessere del bambino. La Corte di Cassazione, con una serie di pronunce recenti, ha tracciato confini molto chiari.
Il punto centrale è questo: il diritto dei nonni non è assoluto o incondizionato. Il giudice non può limitarsi a dire “non c’è pericolo, quindi gli incontri si fanno”. Deve invece accertare in positivo il vantaggio concreto che il minore trae dalla frequentazione con i nonni: una relazione che sia davvero gratificante, soddisfacente e capace di arricchire il suo percorso di crescita.
Da questo principio discendono tre regole pratiche:
- No alle forzature: se il bambino non vuole andare o vive la vacanza con forte stress, il rapporto non può essere imposto. La Cassazione è stata categorica: nessuna frequentazione può essere disposta contro la volontà di un minore che abbia compiuto i dodici anni o che, anche se più piccolo, sia comunque capace di discernimento — cioè in grado di comprendere la situazione e formarsi una propria opinione.
- No ai conflitti: i nonni non devono usare il tempo passato con i nipoti per parlare male dei genitori o ostacolare le loro scelte educative. In presenza di una grave conflittualità familiare, il giudice valuta anche la disponibilità dell’ascendente a collaborare e la sua capacità di cooperare fruttuosamente con i genitori per il bene del minore. Se i nonni non dimostrano questa apertura — per esempio rifiutando percorsi di sostegno psicologico suggeriti dai servizi sociali — il diritto di visita può essere limitato o escluso.
- Deve esserci un beneficio reale: la frequentazione deve rappresentare un arricchimento affettivo e contribuire al progetto educativo del minore. Non basta che “non faccia male”: deve “fare bene”.
Cosa fare se un genitore vieta le visite
Se un genitore, senza un motivo valido ma per puro dispetto o conflitto personale, impedisce totalmente ai nonni di vedere i nipoti o di passare del tempo con loro (anche d’estate), l’art. 317-bis c.c. offre una soluzione.
I nonni possono presentare un ricorso al Tribunale. È importante sapere che, secondo la Cassazione, l’opposizione di un genitore motivata esclusivamente dal conflitto con l’altro genitore — e non dall’interesse del bambino — non è un ostacolo sufficiente per negare il diritto dei nonni. Il giudice valuterà la situazione nel suo complesso e potrà stabilire un calendario di incontri e visite, avvalendosi anche dei Servizi Sociali per monitorare l’andamento dei rapporti.
Va anche detto che non serve un rapporto già consolidato prima del ricorso: la relazione tra nonni e nipoti può essere costruita e rafforzata anche in corso di causa, per esempio attraverso incontri protetti e osservati dai Servizi Sociali. Questo è un principio importante, riconosciuto dalla giurisprudenza più recente, perché tutela anche i nonni che non hanno ancora avuto l’opportunità di instaurare un legame stabile con il nipote (per esempio a causa della lontananza geografica o di conflitti familiari pregressi).
I provvedimenti del giudice in questa materia hanno efficacia “rebus sic stantibus”: restano validi finché non cambiano le circostanze. Se la situazione migliora (o peggiora), si può sempre chiedere una modifica.
Il consiglio dello Studio Legale
La gestione del tempo estivo richiede sempre buon senso ed elasticità. La strada maestra resta il dialogo: trovare un accordo sereno tra genitori e nonni è l’unico modo per garantire ai bambini un’estate indimenticabile e protetta.
Se vi trovate in una situazione di forte conflitto familiare che vi impedisce di vivere serenamente il rapporto con i vostri nipoti, una consulenza legale mirata può aiutarvi a fare chiarezza e a tutelare i vostri diritti, sempre avendo come stella polare l’interesse del minore — che è, e resta, il vero protagonista di ogni decisione.
Avv. Francesco Frezza
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