Il nuovo anno porta spesso con sé il desiderio di fare chiarezza su aspetti importanti della propria vita, e non di rado questo include la valutazione della propria situazione familiare.
Molte persone si trovano a gennaio con dubbi e incertezze sui propri rapporti coniugali, ma non sanno da dove iniziare per affrontare questioni così delicate e complesse.
Il peso del rimandare: quando l’incertezza diventa rischio
Rimandare decisioni importanti in ambito familiare può sembrare la scelta più prudente, ma spesso si rivela controproducente. L’incertezza prolungata non solo aumenta lo stress emotivo di tutti i soggetti coinvolti, ma può anche complicare significativamente eventuali future separazioni, creando tensioni crescenti e generando incertezze legali sui diritti dei figli e sulla gestione del patrimonio familiare.
La giurisprudenza ha chiarito che la situazione di intollerabilità della convivenza non richiede necessariamente una situazione di conflitto riconducibile alla volontà di entrambi i coniugi, potendo la frattura dipendere dalla condizione di disaffezione e di distacco spirituale di una sola delle parti. Questo significa che quando la crisi è reale e profonda, il tentativo di mantenere artificialmente in vita un rapporto compromesso può risultare dannoso per tutti i membri della famiglia.
I rischi concreti dell’inerzia
Quando si evita di affrontare una crisi coniugale, i rischi si moltiplicano su diversi fronti. Dal punto di vista patrimoniale, la mancanza di chiarezza può portare a situazioni di incertezza sui diritti di ciascun coniuge e sulla gestione dei beni comuni. La Cassazione ha evidenziato come sussista l’interesse ad agire per proporre domanda di separazione giudiziale anche dopo una precedente separazione consensuale quando tale interesse è finalizzato a rendere certezza sulla situazione creatasi, eliminando ogni dubbio in ordine alla vicenda e alle condizioni personali dei coniugi con rilevanti conseguenze giuridiche.
Per quanto riguarda i figli, il protrarsi di situazioni conflittuali non risolte può compromettere il loro benessere psicologico e la stabilità del loro ambiente di crescita. La giurisprudenza ha sottolineato che la separazione personale fa cessare la validità di alcuni obblighi contratti col matrimonio, ma tali effetti sono sempre circoscritti ai soli coniugi e non riguardano in alcun modo i figli, i quali conservano integri i loro diritti anche se i genitori sono divenuti fra di loro estranei.
Gli strumenti di tutela del Codice Civile
Il nostro ordinamento offre diversi strumenti per affrontare le crisi familiari in modo ordinato e tutelante. L’articolo 150 del Codice Civile stabilisce che “è ammessa la separazione personale dei coniugi” e che “la separazione può essere giudiziale o consensuale”, riconoscendo che il diritto di chiedere la separazione spetta esclusivamente ai coniugi.
L’articolo 151 del Codice Civile precisa che la separazione può essere chiesta quando si verificano “fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole”, fornendo così parametri oggettivi per valutare quando una crisi matrimoniale giustifichi il ricorso agli strumenti legali.
Le diverse strade percorribili
Il legislatore ha previsto diverse modalità per gestire le crisi coniugali, ciascuna con caratteristiche specifiche. La separazione consensuale, disciplinata dall’articolo 158 del Codice Civile, richiede l’omologazione del giudice ma consente ai coniugi di raggiungere accordi su tutti gli aspetti della separazione.
Negli ultimi anni, il legislatore ha introdotto strumenti alternativi per semplificare le procedure. L’articolo 6 del decreto legge 132/2014 ha disciplinato la convenzione di negoziazione assistita, che permette ai coniugi di raggiungere accordi con l’assistenza di avvocati senza necessità di ricorrere al tribunale, purché non vi siano figli minori o economicamente non autosufficienti.
Analogamente, l’articolo 12 dello stesso decreto ha introdotto la possibilità di concludere accordi di separazione direttamente davanti all’ufficiale dello stato civile, sempre in assenza di figli minori o non autosufficienti.
La tutela dei diritti dei figli
Uno degli aspetti più delicati delle crisi familiari riguarda la tutela dei diritti dei figli. L’articolo 155 del Codice Civile stabilisce che “in caso di separazione, riguardo ai figli, si applicano le disposizioni contenute nel Capo II del titolo IX”, che disciplinano la responsabilità genitoriale.
La giurisprudenza ha chiarito che il pregresso inadempimento del genitore nell’esercizio del diritto di visita non costituisce di per sé circostanza sufficiente a giustificare una limitazione della frequentazione futura, qualora non emergano elementi che escludano la capacità genitoriale, dovendo prevalere l’interesse dei minori ad una adeguata bigenitorialità.
L’importanza del supporto professionale
Affrontare una crisi familiare richiede competenze specifiche e una conoscenza approfondita degli strumenti legali disponibili. Un confronto professionale qualificato può aiutare a valutare le diverse opzioni e a pianificare il percorso più adatto alle specifiche circostanze familiari.
La giurisprudenza ha evidenziato l’importanza della lealtà processuale nei procedimenti familiari, sottolineando come ciascun coniuge sia tenuto a fornire documentazione completa sui propri redditi e patrimonio, nell’interesse di una corretta valutazione delle condizioni economiche familiari.
Conclusioni: la chiarezza come valore
Fare chiarezza sulla propria situazione familiare non significa necessariamente intraprendere un percorso di separazione, ma piuttosto acquisire consapevolezza sui propri diritti e sulle opzioni disponibili. Gli strumenti previsti dal Codice Civile offrono diverse possibilità per gestire le crisi familiari in modo ordinato e rispettoso dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, con particolare attenzione alla tutela dei figli.
La decisione di consultare un professionista qualificato rappresenta spesso il primo passo verso una maggiore serenità familiare, permettendo di valutare con obiettività le diverse strade percorribili e di scegliere quella più adatta alle proprie esigenze specifiche. In un momento delicato come l’inizio di un nuovo anno, investire nella chiarezza dei propri rapporti familiari può rappresentare la base per costruire un futuro più sereno per tutti i membri della famiglia.
Avv. Francesco Frezza
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