NUOVO ANNO, NUOVE DECISIONI: QUANDO LA CHIAREZZA FAMILIARE DIVENTA PRIORITA’

Rimandare scelte familiari importanti può aumentare stress e incertezze, soprattutto quando ci sono figli. Fare chiarezza significa conoscere i propri diritti e le soluzioni previste dalla legge.

Il nuo­vo anno por­ta spes­so con sé il desi­de­rio di fare chia­rez­za su aspet­ti impor­tan­ti del­la pro­pria vita, e non di rado que­sto inclu­de la valu­ta­zio­ne del­la pro­pria situa­zio­ne fami­lia­re.

Mol­te per­so­ne si tro­va­no a gen­na­io con dub­bi e incer­tez­ze sui pro­pri rap­por­ti coniu­ga­li, ma non san­no da dove ini­zia­re per affron­ta­re que­stio­ni così deli­ca­te e com­ples­se.

Il peso del rimandare: quando l’incertezza diventa rischio

Riman­da­re deci­sio­ni impor­tan­ti in ambi­to fami­lia­re può sem­bra­re la scel­ta più pru­den­te, ma spes­so si rive­la con­tro­pro­du­cen­te. L’in­cer­tez­za pro­lun­ga­ta non solo aumen­ta lo stress emo­ti­vo di tut­ti i sog­get­ti coin­vol­ti, ma può anche com­pli­ca­re signi­fi­ca­ti­va­men­te even­tua­li futu­re sepa­ra­zio­ni, crean­do ten­sio­ni cre­scen­ti e gene­ran­do incer­tez­ze lega­li sui dirit­ti dei figli e sul­la gestio­ne del patri­mo­nio fami­lia­re.

La giu­ri­spru­den­za ha chia­ri­to che la situa­zio­ne di intol­le­ra­bi­li­tà del­la con­vi­ven­za non richie­de neces­sa­ria­men­te una situa­zio­ne di con­flit­to ricon­du­ci­bi­le alla volon­tà di entram­bi i coniu­gi, poten­do la frat­tu­ra dipen­de­re dal­la con­di­zio­ne di disaf­fe­zio­ne e di distac­co spi­ri­tua­le di una sola del­le par­ti. Que­sto signi­fi­ca che quan­do la cri­si è rea­le e pro­fon­da, il ten­ta­ti­vo di man­te­ne­re arti­fi­cial­men­te in vita un rap­por­to com­pro­mes­so può risul­ta­re dan­no­so per tut­ti i mem­bri del­la fami­glia.

I rischi concreti dell’inerzia

Quan­do si evi­ta di affron­ta­re una cri­si coniu­ga­le, i rischi si mol­ti­pli­ca­no su diver­si fron­ti. Dal pun­to di vista patri­mo­nia­le, la man­can­za di chia­rez­za può por­ta­re a situa­zio­ni di incer­tez­za sui dirit­ti di cia­scun coniu­ge e sul­la gestio­ne dei beni comu­ni. La Cas­sa­zio­ne ha evi­den­zia­to come sus­si­sta l’in­te­res­se ad agi­re per pro­por­re doman­da di sepa­ra­zio­ne giu­di­zia­le anche dopo una pre­ce­den­te sepa­ra­zio­ne con­sen­sua­le quan­do tale inte­res­se è fina­liz­za­to a ren­de­re cer­tez­za sul­la situa­zio­ne crea­ta­si, eli­mi­nan­do ogni dub­bio in ordi­ne alla vicen­da e alle con­di­zio­ni per­so­na­li dei coniu­gi con rile­van­ti con­se­guen­ze giu­ri­di­che.

Per quan­to riguar­da i figli, il pro­trar­si di situa­zio­ni con­flit­tua­li non risol­te può com­pro­met­te­re il loro benes­se­re psi­co­lo­gi­co e la sta­bi­li­tà del loro ambien­te di cre­sci­ta. La giu­ri­spru­den­za ha sot­to­li­nea­to che la sepa­ra­zio­ne per­so­na­le fa ces­sa­re la vali­di­tà di alcu­ni obbli­ghi con­trat­ti col matri­mo­nio, ma tali effet­ti sono sem­pre cir­co­scrit­ti ai soli coniu­gi e non riguar­da­no in alcun modo i figli, i qua­li con­ser­va­no inte­gri i loro dirit­ti anche se i geni­to­ri sono dive­nu­ti fra di loro estra­nei.

Gli strumenti di tutela del Codice Civile

Il nostro ordi­na­men­to offre diver­si stru­men­ti per affron­ta­re le cri­si fami­lia­ri in modo ordi­na­to e tute­lan­te. L’ar­ti­co­lo 150 del Codi­ce Civi­le sta­bi­li­sce che “è ammes­sa la sepa­ra­zio­ne per­so­na­le dei coniu­gi” e che “la sepa­ra­zio­ne può esse­re giu­di­zia­le o con­sen­sua­le”, rico­no­scen­do che il dirit­to di chie­de­re la sepa­ra­zio­ne spet­ta esclu­si­va­men­te ai coniu­gi.

L’ar­ti­co­lo 151 del Codi­ce Civi­le pre­ci­sa che la sepa­ra­zio­ne può esse­re chie­sta quan­do si veri­fi­ca­no “fat­ti tali da ren­de­re intol­le­ra­bi­le la pro­se­cu­zio­ne del­la con­vi­ven­za o da reca­re gra­ve pre­giu­di­zio alla edu­ca­zio­ne del­la pro­le”, for­nen­do così para­me­tri ogget­ti­vi per valu­ta­re quan­do una cri­si matri­mo­nia­le giu­sti­fi­chi il ricor­so agli stru­men­ti lega­li.

Le diverse strade percorribili

Il legi­sla­to­re ha pre­vi­sto diver­se moda­li­tà per gesti­re le cri­si coniu­ga­li, cia­scu­na con carat­te­ri­sti­che spe­ci­fi­che. La sepa­ra­zio­ne con­sen­sua­le, disci­pli­na­ta dal­l’ar­ti­co­lo 158 del Codi­ce Civi­le, richie­de l’o­mo­lo­ga­zio­ne del giu­di­ce ma con­sen­te ai coniu­gi di rag­giun­ge­re accor­di su tut­ti gli aspet­ti del­la sepa­ra­zio­ne.

Negli ulti­mi anni, il legi­sla­to­re ha intro­dot­to stru­men­ti alter­na­ti­vi per sem­pli­fi­ca­re le pro­ce­du­re. L’ar­ti­co­lo 6 del decre­to leg­ge 132/​2014 ha disci­pli­na­to la con­ven­zio­ne di nego­zia­zio­ne assi­sti­ta, che per­met­te ai coniu­gi di rag­giun­ge­re accor­di con l’as­si­sten­za di avvo­ca­ti sen­za neces­si­tà di ricor­re­re al tri­bu­na­le, pur­ché non vi sia­no figli mino­ri o eco­no­mi­ca­men­te non auto­suf­fi­cien­ti.

Ana­lo­ga­men­te, l’ar­ti­co­lo 12 del­lo stes­so decre­to ha intro­dot­to la pos­si­bi­li­tà di con­clu­de­re accor­di di sepa­ra­zio­ne diret­ta­men­te davan­ti all’uf­fi­cia­le del­lo sta­to civi­le, sem­pre in assen­za di figli mino­ri o non auto­suf­fi­cien­ti.

La tutela dei diritti dei figli

Uno degli aspet­ti più deli­ca­ti del­le cri­si fami­lia­ri riguar­da la tute­la dei dirit­ti dei figli. L’ar­ti­co­lo 155 del Codi­ce Civi­le sta­bi­li­sce che “in caso di sepa­ra­zio­ne, riguar­do ai figli, si appli­ca­no le dispo­si­zio­ni con­te­nu­te nel Capo II del tito­lo IX”, che disci­pli­na­no la respon­sa­bi­li­tà geni­to­ria­le.

La giu­ri­spru­den­za ha chia­ri­to che il pre­gres­so ina­dem­pi­men­to del geni­to­re nel­l’e­ser­ci­zio del dirit­to di visi­ta non costi­tui­sce di per sé cir­co­stan­za suf­fi­cien­te a giu­sti­fi­ca­re una limi­ta­zio­ne del­la fre­quen­ta­zio­ne futu­ra, qua­lo­ra non emer­ga­no ele­men­ti che esclu­da­no la capa­ci­tà geni­to­ria­le, doven­do pre­va­le­re l’in­te­res­se dei mino­ri ad una ade­gua­ta bige­ni­to­ria­li­tà.

L’importanza del supporto professionale

Affron­ta­re una cri­si fami­lia­re richie­de com­pe­ten­ze spe­ci­fi­che e una cono­scen­za appro­fon­di­ta degli stru­men­ti lega­li dispo­ni­bi­li. Un con­fron­to pro­fes­sio­na­le qua­li­fi­ca­to può aiu­ta­re a valu­ta­re le diver­se opzio­ni e a pia­ni­fi­ca­re il per­cor­so più adat­to alle spe­ci­fi­che cir­co­stan­ze fami­lia­ri.

La giu­ri­spru­den­za ha evi­den­zia­to l’im­por­tan­za del­la leal­tà pro­ces­sua­le nei pro­ce­di­men­ti fami­lia­ri, sot­to­li­nean­do come cia­scun coniu­ge sia tenu­to a for­ni­re docu­men­ta­zio­ne com­ple­ta sui pro­pri red­di­ti e patri­mo­nio, nel­l’in­te­res­se di una cor­ret­ta valu­ta­zio­ne del­le con­di­zio­ni eco­no­mi­che fami­lia­ri.

Conclusioni: la chiarezza come valore

Fare chia­rez­za sul­la pro­pria situa­zio­ne fami­lia­re non signi­fi­ca neces­sa­ria­men­te intra­pren­de­re un per­cor­so di sepa­ra­zio­ne, ma piut­to­sto acqui­si­re con­sa­pe­vo­lez­za sui pro­pri dirit­ti e sul­le opzio­ni dispo­ni­bi­li. Gli stru­men­ti pre­vi­sti dal Codi­ce Civi­le offro­no diver­se pos­si­bi­li­tà per gesti­re le cri­si fami­lia­ri in modo ordi­na­to e rispet­to­so dei dirit­ti di tut­ti i sog­get­ti coin­vol­ti, con par­ti­co­la­re atten­zio­ne alla tute­la dei figli.

La deci­sio­ne di con­sul­ta­re un pro­fes­sio­ni­sta qua­li­fi­ca­to rap­pre­sen­ta spes­so il pri­mo pas­so ver­so una mag­gio­re sere­ni­tà fami­lia­re, per­met­ten­do di valu­ta­re con obiet­ti­vi­tà le diver­se stra­de per­cor­ri­bi­li e di sce­glie­re quel­la più adat­ta alle pro­prie esi­gen­ze spe­ci­fi­che. In un momen­to deli­ca­to come l’i­ni­zio di un nuo­vo anno, inve­sti­re nel­la chia­rez­za dei pro­pri rap­por­ti fami­lia­ri può rap­pre­sen­ta­re la base per costrui­re un futu­ro più sere­no per tut­ti i mem­bri del­la fami­glia.

Avv. Fran­ce­sco Frez­za

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