25 NOVEMBRE: NON SOLO UNA DATA, MA UN IMPEGNO QUOTIDIANO

La violenza sulle donne non è un'emergenza occasionale, ma una piaga sociale che richiede consapevolezza, strumenti concreti e azione quotidiana. Ma cosa dice davvero la legge italiana?

Ogni anno il 25 novem­bre ci ricor­da una real­tà che non dovreb­be mai esse­re dimen­ti­ca­ta: la vio­len­za sul­le don­ne non è un’e­mer­gen­za occa­sio­na­le, ma una pia­ga socia­le che richie­de con­sa­pe­vo­lez­za, stru­men­ti con­cre­ti e azio­ne quo­ti­dia­na.

Ma cosa dice dav­ve­ro la leg­ge ita­lia­na? Spes­so si sen­te par­la­re di “codi­ce ros­so”, di ordi­ni di pro­te­zio­ne, di stal­king, ma quan­te per­so­ne cono­sco­no real­men­te i pro­pri dirit­ti e gli stru­men­ti di tute­la dispo­ni­bi­li?

Il “Codice Rosso” e le tutele immediate

Dal 2019, con l’in­tro­du­zio­ne del cosid­det­to “Codi­ce Ros­so”, l’I­ta­lia ha raf­for­za­to signi­fi­ca­ti­va­men­te la pro­te­zio­ne del­le vit­ti­me di vio­len­za dome­sti­ca e di gene­re. L’ar­ti­co­lo 362-bis del Codi­ce di pro­ce­du­ra pena­le pre­ve­de che il pub­bli­co mini­ste­ro, quan­do si pro­ce­de per rea­ti come mal­trat­ta­men­ti, stal­king o vio­len­za ses­sua­le, deb­ba valu­ta­re entro 30 gior­ni l’ap­pli­ca­zio­ne di misu­re cau­te­la­ri urgen­ti.

Lo stalking: riconoscerlo per fermarlo

L’ar­ti­co­lo 612-bis del Codi­ce pena­le defi­ni­sce chia­ra­men­te gli “atti per­se­cu­to­ri”: con­dot­te rei­te­ra­te di minac­ce o mole­stie che cau­sa­no ansia, pau­ra o costrin­go­no la vit­ti­ma a cam­bia­re le pro­prie abi­tu­di­ni di vita. La pena è aumen­ta­ta se com­mes­sa dal coniu­ge, ex part­ner o attra­ver­so stru­men­ti infor­ma­ti­ci.

Gli ordini di protezione: uno scudo legale

Pochi san­no che esi­ste uno stru­men­to civi­le imme­dia­to: l’or­di­ne di pro­te­zio­ne pre­vi­sto dal­l’ar­ti­co­lo 473-bis.70 del Codi­ce di pro­ce­du­ra civi­le. Il giu­di­ce può ordi­na­re l’al­lon­ta­na­men­to dal­la casa fami­lia­re, il divie­to di avvi­ci­na­men­to ai luo­ghi fre­quen­ta­ti dal­la vit­ti­ma e per­si­no dispor­re un asse­gno di man­te­ni­men­to.

La privacy come diritto fondamentale

Un aspet­to spes­so tra­scu­ra­to riguar­da la tute­la del­la digni­tà del­le vit­ti­me. L’ar­ti­co­lo 734-bis del Codi­ce pena­le puni­sce chi divul­ga gene­ra­li­tà o imma­gi­ni del­la per­so­na offe­sa da vio­len­za ses­sua­le sen­za con­sen­so, men­tre le rego­le deon­to­lo­gi­che gior­na­li­sti­che impon­go­no par­ti­co­la­re atten­zio­ne nel­la tute­la del­la digni­tà del­le per­so­ne coin­vol­te in fat­ti di cro­na­ca.

Cosa fare concretamente?

Rico­no­sce­re i segna­li: la vio­len­za non è solo fisi­ca

Docu­men­ta­re: con­ser­va­re pro­ve di mes­sag­gi, chia­ma­te, com­por­ta­men­ti

Non iso­lar­si: man­te­ne­re con­tat­ti con fami­glia e ami­ci

Chie­de­re aiu­to: 1522 è il nume­ro anti­vio­len­za gra­tui­to

Cono­sce­re i pro­pri dirit­ti: infor­mar­si sugli stru­men­ti lega­li dispo­ni­bi­li

Il 25 novem­bre non deve esse­re solo una data sul calen­da­rio, ma l’oc­ca­sio­ne per costrui­re una cul­tu­ra del rispet­to che duri 365 gior­ni all’an­no.

Avv. Fran­ce­sco Frez­za

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