Settembre porta con sé il rientro a scuola, ma anche, per molti genitori separati o divorziati, una domanda ricorrente: chi deve sostenere il costo dei libri, dello zaino e del materiale scolastico?
La risposta non è sempre automatica. Occorre innanzitutto leggere con attenzione il provvedimento di separazione o di divorzio, l’accordo raggiunto dai genitori e, quando richiamato, il protocollo adottato dal tribunale competente.
Spese ordinarie e spese straordinarie
L’art. 337-ter del codice civile stabilisce che entrambi i genitori devono contribuire al mantenimento, all’istruzione e all’educazione dei figli, in proporzione alle rispettive risorse economiche. L’assegno mensile di mantenimento copre le esigenze ordinarie e prevedibili della vita quotidiana.
Le spese straordinarie, invece, sono quelle che, per importo, rilevanza o imprevedibilità, non possono essere adeguatamente comprese nell’assegno periodico. Come ha chiarito la Cassazione, una spesa può essere straordinaria non solo perché imprevedibile, ma anche perché economicamente rilevante rispetto all’assegno stabilito.
Libri, iscrizione e materiale scolastico
In linea generale, la cancelleria di uso corrente – come penne, quaderni, colori e materiale acquistato con regolarità – è considerata compresa nel mantenimento ordinario. Lo stesso può valere per alcuni accessori di modesto importo, come fodere dei libri o fototessere scolastiche.
Diversa può essere la valutazione per i libri di testo, le tasse o rette scolastiche e il corredo necessario all’inizio dell’anno. La giurisprudenza di merito tende a considerarli spese ulteriori rispetto all’assegno quando il loro costo è significativo o rischia di alterare l’equilibrio della contribuzione tra i genitori. In questa prospettiva sono stati qualificati come spese straordinarie anche i libri e il corredo scolastico iniziale, quando necessari e gravosi.
Non esiste, tuttavia, una regola valida per ogni famiglia: alcune spese possono essere già comprese nell’assegno in base al provvedimento o al protocollo applicabile. Per questo non è corretto affermare che ogni acquisto scolastico debba essere automaticamente rimborsato al 50 per cento.
Come si dividono le spese?
La percentuale da applicare non è necessariamente quella del 50 per cento. Salvo diversa previsione, i genitori devono contribuire in proporzione alle rispettive capacità economiche; il provvedimento giudiziale può quindi stabilire quote diverse, ad esempio 60 e 40 per cento o 70 e 30 per cento.
Prima di chiedere il rimborso è quindi necessario verificare:
- che la spesa non sia già compresa nell’assegno mensile;
- quale percentuale stabilisca il provvedimento;
- se il protocollo o l’accordo richieda una comunicazione o un consenso preventivo;
- che la spesa sia documentata e riferibile al figlio.
Serve il consenso dell’altro genitore?
Per le spese scolastiche necessarie e ricorrenti, come i libri di testo adottati dalla scuola, il preventivo consenso non è generalmente richiesto, ferma restando la necessità di informare l’altro genitore e di conservare la documentazione. La giurisprudenza distingue, infatti, tra spese straordinarie “routinarie”, che rispondono a esigenze prevedibili del figlio, e spese eccezionali, rilevanti o non necessarie.
Per queste ultime – ad esempio una scelta scolastica particolarmente onerosa o un’attività formativa non indispensabile – è prudente ottenere un accordo scritto prima di procedere. Un provvedimento o un protocollo può comunque prevedere regole più specifiche, che devono essere rispettate.
Il consiglio pratico
Per ridurre il rischio di contestazioni, è utile condividere per tempo la lista dei libri e del materiale richiesto dalla scuola, comunicare l’importo sostenuto e trasmettere ricevute, fatture o scontrini parlanti. In caso di dubbio, meglio chiedere un accordo scritto prima dell’acquisto, soprattutto quando la spesa è elevata o non strettamente necessaria.
Il rientro a scuola dovrebbe essere un momento dedicato ai figli, non l’occasione per riaprire ogni anno il conflitto tra i genitori. Una disciplina chiara delle spese, inserita negli accordi di separazione o nelle condizioni di divorzio, può prevenire molte discussioni e rendere più serena la gestione della vita familiare.
Avv. Francesco Frezza
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