La sentenza n. 68 del 2025 della Corte Costituzionale rappresenta una svolta storica per le famiglie omogenitoriali italiane.
Per la prima volta, la Consulta ha dichiarato incostituzionale il divieto che impediva alla “madre intenzionale” di riconoscere come proprio figlio il bambino nato in Italia da procreazione medicalmente assistita effettuata all’estero.
Cosa Cambia Concretamente?
Prima di questa sentenza, quando una coppia di donne sposate o unite civilmente faceva ricorso alla fecondazione assistita all’estero (dove è legale), solo la donna che partoriva poteva essere riconosciuta come madre nei documenti italiani. L’altra donna, pur avendo partecipato al progetto genitoriale e crescendo il bambino come figlio proprio, rimaneva giuridicamente “invisibile”.
Ora, grazie alla decisione della Corte Costituzionale, anche la madre intenzionale può riconoscere legalmente il figlio, ottenendo tutti i diritti e doveri genitoriali.
Questo significa:
- Tutela giuridica completa per i bambini, che vedono riconosciuti entrambi i genitori
- Sicurezza legale per le famiglie omogenitoriali
- Eliminazione delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale
L’Impatto Pratico della Sentenza
La decisione ha effetti immediati e concreti. Come dimostrato dal caso del Comune di Parma, dove sono stati effettuati i primi riconoscimenti, gli uffici di stato civile possono ora procedere senza ostacoli burocratici.
Tuttavia, è importante chiarire che questa sentenza riguarda specificamente:
- Bambini nati in Italia da procreazione medicalmente assistita effettuata all’estero
- Coppie di donne sposate o unite civilmente
- Situazioni in cui esiste un progetto genitoriale condiviso
Le Problematiche Ancora Aperte
Nonostante questo importante passo avanti, permangono alcune criticità. La sentenza n. 69 del 2025 ha infatti confermato che le donne single non possono ancora accedere alla procreazione medicalmente assistita in Italia, mantenendo il divieto previsto dall’art. 5 della legge 40/2004.
Quando Rivolgersi a un Avvocato?
Se vi trovate in una delle seguenti situazioni, è fondamentale ottenere assistenza legale specializzata:
- Rifiuto dell’anagrafe di registrare il riconoscimento della madre intenzionale
- Problemi burocratici nella formazione dell’atto di nascita
- Discriminazioni da parte degli uffici pubblici
- Necessità di tutelare i diritti acquisiti all’estero
- Situazioni complesse che richiedono valutazione caso per caso
Un Futuro di Maggiore Tutela
Questa sentenza apre la strada a una maggiore tutela delle famiglie arcobaleno e rappresenta un importante passo verso l’uguaglianza sostanziale. Tuttavia, ogni situazione presenta specificità che richiedono un’analisi attenta e personalizzata.
Il nostro studio legale è specializzato in diritto di famiglia e tutela dei diritti delle persone LGBTI+.
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La strada verso la piena uguaglianza è ancora lunga, ma questa sentenza rappresenta una tappa fondamentale che merita di essere celebrata e, soprattutto, applicata concretamente per garantire a tutte le famiglie la tutela che meritano.
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Avv. Francesco Frezza
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